16 Marzo 2026
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La recente chiusura del campo intitolato a “Chicchitto Zuddas” (già Csen), ha riaperto il dibattito sulle strutture sportive della città – del Quadrivio già ci siamo occupati nelle scorse settimane -, in questo caso limitatamente ai campi di calcio. La Polisport, che con i suoi quasi 200 tesserati è la società più importante attiva a Nuoro, pur a conoscenza da anni della volontà del privato proprietario dell’area di utilizzarla per altri fini, ha dovuto porre un rimedio nell’immediato per portare al termine la stagione senza causare troppi disagi ai ragazzi. I Piccoli amici proseguiranno l’attività nella palestra e nel campo esterno della Polivalente, grazie alla disponibilità del parroco della Beata Maria Gabriella i Pulcini e gli Esordienti potranno allenarsi al campo parrocchiale, mentre il Settore giovanile (Giovanissimi e Allievi) disputerà le proprie gare casalinghe – oltre agli allenamenti – al campo B della Solitudine e quando possibile al campo A.
Ma gli altri impianti? Da tempo ultimato, almeno per quanto riguarda il manto in sintetico, il campo di Badu ‘e Carros attende di conoscere la propria destinazione. Mancano da realizzare gli spogliatoi ma sono ancora presenti le strutture amovibili che la stessa Polisport aveva a suo tempo realizzato. Al momento risulta da completare l’ingresso da Via Dessanai che “libererebbe” così gli utenti dall’utilizzare la stessa strada di ingresso al Penitenziario. Resta il nodo sicurezza, non solo per la discussione aperta intorno al 41bis ma per questioni contingenti: intanto non mancano quanti frequentano il campo “abusivamente” con i rischi che questo comporta ma è anche da prendere in considerazione la messa in sicurezza dell’intera area pinetata di competenza del Demanio, del Ministero attraverso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e del Comune. Le recenti tempeste di vento rendono urgente un intervento ma anche una decisione sull’utilizzo del campo da parte delle società sportive: è ipotizzabile un affidamento provvisorio da parte del Comune che consentirebbe così anche la manutenzione del manto sintetico che rischia di deteriorarsi senza essere mai stato utilizzato?

Oltre la rotonda di Badu ‘e Carros si giunge al campo di Città Giardino, riaperto nei giorni scorsi dopo la chiusura dovuta ai danni creati dal vento alle recinzioni ma soprattutto per una diatriba tra le società che lo utilizzano – giovanili della Nuorese e Atletico Nuoro – e il Comune per la riparazione di una caldaia. Superato il problema c’è però anche qui da pensare al futuro dal momento che in primavera partiranno i lavori per realizzare il nuovo manto sintetico.
Un campitolo a parte meriterebbe, dall’altra parte della città, il campetto di Sa ‘e Sulis. Nell’Albo pretorio del Comune è disponibile una recente determinazione (datata 12 febbraio 2026) del Settore 4 – Infrastrutture e Servizi manutenzioni – avente come oggetto “Approvazione contabilità finale e certificato di di regolare esecuzione lavori di ‘Adeguamento strutture sportive rione Sa e Sulis’”. È una storia che inizia da molto lontano e meriterebbe altro spazio ma vale la pena ricordare che data al 2004, quando il Comune di Nuoro aveva aderito al Programma di Recupero Urbano denominato Contratti di Quartiere II – “Sa ‘e Sulis” per un importo complessivo di interventi a valere sui Fondi del Contratto provenienti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla Regione Sardegna – Assessorato ai Lavori Pubblici pari a 10.000.000 di euro. Con delibera di Giunta Comunale del 17 luglio 2017 è stato approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica dei lavori di adeguamento del campo alla normativa Coni, privilegiando la soluzione “B”, tra le due ipotesi individuate dal progettista incaricato, e precisamente la realizzazione di un campo 1° categoria, che ha previsto l’ampliamento delle dimensioni del campo, con un quadro economico complessivo pari a 520.000 euro di cui 10.000 per oneri espropriativi, 394.000 euro per importo dei lavori e 126.000 euro per somme a disposizione.
Chi oggi si affaccia alle recinzioni e ai muri di cemento armato attorno all’impianto rimane deluso, l’aspetto è ancora quello di un cantiere e non di lavori conclusi. Aggiungendo ulteriore degrado a un quartiere nuovamente alla ribalta delle cronache anche per la situazione dei vicini alloggi popolari.


