
22 Ottobre 2026
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Con la professoressa Donatella Carboni, Presidente del Corso di Laurea in Scienze Territoriali, Cultura e Ambiente, che decolla qui a Nuoro, vorremmo illustrare innanzitutto le caratteristiche di questo Corso triennale.
«Nasce per rispondere a un’esigenza particolare della Sardegna, del territorio, dell’Università anche di Sassari. È un Corso di laurea innovativo, è stato accreditato dal Miur da qualche mese. Nasce per la valorizzazione e promozione del territorio ma anche per la conoscenza del centro Sardegna, della Sardegna tutta che ha importanti valenze culturali, ambientali, archeologiche, paesaggistiche, ecc. Bisogna far conoscere questo territorio, far sì che una formazione di base che veda anche l’importanza dei nuovi strumenti, tecnologici per esempio, messi a sistema in funzione anche della formazione più tradizionale, possa poi portare ovviamente a uno sblocco professionale nuovo. Ovviamente in sintonia con quelle che sono le richieste anche del mercato oggi. Quindi un marketing adeguato, una conoscenza dei sistemi innovativi, degli elementi naturalistici che ci connotano, ma anche quello della cultura, così vasto».
Il corso fa capo al Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari. Dopo il triennio, quali sbocchi ci sono per uno che non voglia proseguire con un titolo magistrale? La prof. Carboni è molto chiara: «Con una laurea in Scienze territoriali per la cultura e l’ambiente, si diventa, come figura professionale, un tecnico, uno specialista in territorio e in valorizzazione dello stesso. Ma volendo cambiare dopo il triennio ci sono diverse opportunità: si può proseguire nella classe di laurea in Lingue e letterature straniere per la valorizzazione del territorio, quindi nella classe LM38; nella classe di laurea in lettere, in classe di laurea LM14; e c’è un collegamento diretto con alcuni corsi di laurea di Architettura. Ci sarebbe la possibilità anche di creare un’intercasse con la Forestale. Ci sono molte affinità tra i due corsi di laurea: noi ci occupiamo più della parte umanistica e loro di quella ambientale, però c’è sempre la stessa medaglia con due facce differenti».
Interessante capire se questa iniziativa si collega e in che modo con i progetti e le iniziative legate alla Einstein Telescope. «Diciamo che è una grande opportunità per questo territorio. L’Einstein Telescope si può collegare sicuramente formando, plasmando quell’aspetto sociale necessario per la promozione e per la conoscenza di un territorio che una struttura come questa deve mettere a sistema. Non basta ovviamente inserire laboratori altamente tecnologici e far venire figure di scienziati da tutto il mondo. C’è un tessuto sociale particolare che deve ospitare questa opportunità per la Sardegna tutta e quindi il corso di laurea forma anche anche persone che possono essere utilizzate nel sistema più ampio di sviluppo del territorio stesso. Soprattutto in questo momento di transizione tra la tecnica, la tecnologia e il territorio stesso, le comunità locali insomma. Stiamo lavorando anche con l’Università di Sassi per far confluire due corsi ITS che sono fortemente collegati a una promozione, a uno sviluppo nel territorio di figure che siano a supporto degli scienziati». Accanto alle lezioni ci sono attività pratiche e con questo c’è una connessione con realtà presenti in questo territorio.
«Abbiamo ritenuto opportuno collegarci col territorio e con il suo tessuto più rappresentativo. Quindi abbiamo stipulato e reso obbligatorio all’interno del corso di laurea un tirocinio perchè riteniamo molto importante che ci sia un legame col territorio fuori dalle aule dell’Università. Abbiamo quindi stipulato diversi accordi con gli enti del territorio, uno dei quali, per esempio, è il Car, il Club alpino italiano, con particolare riferimento alla sezione Nuoro. Abbiamo un accordo siglato con lo Spazio Elisso per esempio; uno siglato con l’Isre; col comune e con associazioni locali ma anche con strutture che si occupano di archeologia per esempio. Non abbiano solo un approccio teorico ma anche applicato».
E tra l’altro, in questa prospettiva, ci potrebbe essere un’abilitazione, un riconoscimento come guida escursionistica ambientale. «Sì, stiamo lavorando anche a questo. Abbiamo presentato un’istanza alla regione Sardegna in cui chiediamo di avere un avvallo per la formazione di guida ambientale escursionistica. Facciamo formazione che è perfettamente attinente a quella ambientale. Vi sono materie le più disparate, si va dalla geologia ambientale alle geografie, da materie tipo pianificazione al marketing territoriale, alla conoscenza del territorio dal punto di vista della fauna e della flora. Questo è un avvallo molto importante. Quindi noi potremmo formare gli studenti dal punto di vista teorico ma anche applicato viste le collaborazioni in essere. Sarebbe un connubio molto fruttuoso, molto importante, molto interessante per gli studenti, per l’università, perché sarebbe il primo corso di laurea che fa questo, che offrirebbe il doppio titolo, cioè quello di laurea ma anche del titolo di guida ambientale escursionistica. Questo richiamerebbe studenti, non ho dubbi, non solo da tutta la Sardegna ma anche da diverse parti d’Italia».


