15 Settembre 2026
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Non è neppure suonata la prima campanella e già la scuola di San Pietro – plesso afferente al nuovo “super” Comprensivo Borrotzu-Podda – deve fare i conti con difficoltà e disagi. Tre classi della Secondaria di primo grado (le medie, per intenderci), dovranno essere trasferite all’ultimo piano della vicina Primaria (le elementari). Il fatto che solo un cortile divida i due edifici è una ben magra consolazione.
Ma andiamo con ordine. Lo scorso giugno da una ricognizione dell’ufficio tecnico del comune è emerso che esiste un problema di stabilità che potrebbe nella peggiore delle ipotesi causare la caduta di calcinacci, il che rende necessaria la realizzazione di un controsoffitto. I problemi strutturali riguardano tutto il piano terra delle medie e anche il piano seminterrato che ospita i laboratori, oltre a un’aula delle elementari e una parte di corridoio. La sicurezza viene prima di tutto, questo è fuori discussione, ma la notizia della chiusura delle sezioni della scuola interessate è giunta all’Istituto comprensivo solo a settembre – anche a casa delle concomitanti ferie negli uffici comunali – costringendo il personale a una frettolosa rimodulazione delle classi a poco giorni dall’arrivo degli alunni.
La Primaria ha spostato alcune classi all’ultimo piano e ha dovuto spostare la mensa. La Secondaria ha – come detto – spostato tre classi all’ultimo piano dell’edificio della Primaria, ha chiuso i laboratori, le classi per il sostegno e l’aula professori, trovandosi praticamente senza spazi. Gli alunni con disabilità, sono quattordici in tutto, saranno costretti a rimanere in classe o nei corridoi senza le aule dedicate, si potrà forse recuperare uno spazio per il laboratorio di Arte, per il resto al momento si vive nella massima precarietà.
Oltre il danno c’è la beffa, anzi ce ne sono due. La prima è che quest’estate sono stati realizzati lavori finalizzati alla riapertura del plesso, imbiancate tutte le aule ed è in fase di completamento uno dei bagni delle medie. Una spesa inutile dal momento che nessuno li potrà utilizzare. La beffa più grande però è che il Comune non ha la possibilità di realizzare i lavori strutturali necessari alla riapertura, quantificati dall’assessore competente in oltre 400mila euro. Si dovrà batter cassa con la Regione. E attendere. Intanto gli alunni sono in arrivo.

