Giovedì 10 settembre le comunità di Gavoi e Lodine hanno accolto il nuovo parroco don Antonello Corrias.
Di seguito il messaggio di saluto del Consiglio pastorale.

A nome delle due comunità di Gavoi e Lodine, porgo il mio saluto a Sua Eccellenza Monsignor Antonello Mura, pastore e guida della nostra Diocesi.
Caro Don Antonello
Benvenuto nelle comunità di Gavoi e Lodine.
Benvenuto nelle nostre parrocchia, benvenuto nei nostri paesi nei quale comincerai a riconoscere volti, imparare nomi, entrare nelle case e conoscere storie. All’inizio saremo inevitabilmente degli sconosciuti gli uni per l’altro. Tu dovrai imparare a conoscere noi e noi dovremo imparare a conoscere te. Ma forse ogni vero cammino comincia proprio così: dall’incontro tra persone che ancora non si conoscono e che decidono di concedersi il tempo necessario per farlo.

Non vogliamo dirti che cosa ci aspettiamo dal “nuovo parroco”, quasi dovessimo consegnarti un elenco di richieste nel giorno del tuo arrivo, preferiamo dirti che cosa vorremo costruire con te. Vorremo innanzitutto che tra noi ci fosse la capacità di ascoltarci, di conoscerci non soltanto attraverso ciò che vedrai nelle nostre chiese o nelle attività delle nostre parrocchie, ma attraverso le persone che incontrerai. Vorremo che avessi il tempo di conoscere i nostri bambini e i nostri ragazzi, le famiglie, gli anziani, gli ammalati e chi vive momenti di difficoltà; le persone che partecipano ogni giorno alla vita parrocchiale e anche quelle che magari dalla parrocchia si sono allontanate o vi si affacciano soltanto in alcuni momenti della propria vita.
Perché una comunità non è fatta soltanto da coloro che occupano abitualmente i primi banchi della chiesa. È fatta anche da chi rimane più lontano, da chi ha dubbi, da chi cerca, da chi qualche volta si sente ai margini, da chi porta dentro di sé domande che non riesce a esprimere. È fatta dai giovani che cercano il proprio posto nel mondo, dagli anziani che custodiscono la memoria del paese, dalle famiglie che affrontano ogni giorno le loro fatiche e dalle persone sole che, qualche volta, avrebbero semplicemente bisogno di sentirsi ricordate.

Queste sono le comunità che ti accolgono.
Comunità con una storia lunga, con una fede profondamente intrecciata alle proprie identità, con tradizioni alle quali sono molto legate e con un modo di vivere le feste religiose che appartiene anche alla storia delle nostre famiglie. Ma siamo anche comunità fatte di persone, e quindi con le nostre qualità e i nostri limiti, con generosità e contraddizioni, disponibilità e resistenze, entusiasmi e stanchezze. Non vogliamo presentarci migliori di quello che siamo. Avrai tempo per conoscerci e, probabilmente, scoprirai presto anche qualcuna delle nostre ostinazioni.

Da parte nostra avremo lo stesso compito: imparare a conoscere te.
Dovremo imparare il tuo modo di essere sacerdote, comprendere le tue sensibilità e il tuo carattere, ascoltare le tue proposte e accogliere anche quei cambiamenti che inevitabilmente accompagnano l’arrivo di un nuovo parroco.
Soprattutto, dovremo evitare un errore che sarebbe profondamente ingiusto nei tuoi confronti: chiederti di essere la continuazione di chi ti ha preceduto, a don Michele va la nostra gratitudine per il cammino percorso insieme alle nostre comunità e ora inizia per noi un nuovo cammino insieme a te.
C’è poi una circostanza che rende particolare questo tuo arrivo. Troverai un Consiglio Pastorale appena rinnovato, che sta muovendo proprio ora i suoi primi passi. Siamo persone diverse per età, sensibilità ed esperienze e dobbiamo ancora imparare pienamente a lavorare insieme. Ma abbiamo accettato questo servizio perché crediamo che una comunità abbia bisogno di partecipazione, ascolto e corresponsabilità.
Per questo non vogliamo presentarti il Consiglio Pastorale come qualcosa che semplicemente “troverai” arrivando a Gavoi. Vogliamo metterlo a tua disposizione.

Ci piacerebbe che diventasse uno dei luoghi nei quali imparare a conoscerci reciprocamente, nel quale poter parlare con libertà e rispetto dei bisogni della parrocchia, delle difficoltà e delle possibilità che abbiamo davanti. Un luogo dove il parroco possa ascoltare la comunità e la comunità possa comprendere il proprio parroco; non vogliamo essere spettatori del tuo ministero, ma imparare, insieme a te, che una parrocchia cresce quando ciascuno comprende di avere una responsabilità e mette a disposizione i propri talenti.

E vorremmo che, poco alla volta, i nostri paesi diventassero per te non soltanto le parrocchie alle quale sei stato mandato, ma comunità alle quali sentirti legato, e con il passare del tempo, a non vederti più come “il nuovo parroco”, ma semplicemente come Don Antonello, il nostro parroco.

Perciò, a nome del Consiglio Pastorale e delle comunità parrocchiali di Gavoi e Lodine, vogliamo dirti soltanto ciò che si dice quando si apre sinceramente la porta della propria casa a qualcuno che arriva:

Benvenuto, Don Antonello!
Camminiamo insieme e lasciamo che siano il tempo, gli incontri e la vita condivisa a scrivere il resto.
Con affetto e con sincera disponibilità, a nome di entrambe le comunità

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale


Il saluto dell’amministrazione comunale di Gavoi

A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la comunità di Gavoi, voglio dare un sincero e affettuoso benvenuto a Don Antonello, che da oggi entra a far parte della nostra comunità.

Arriva in un paese con un’identità molto forte, profondamente legato alla Barbagia, alla sua storia e alle sue tradizioni. Gavoi è una comunità orgogliosa delle proprie radici, dove il senso di appartenenza è ancora molto presente e dove i rapporti tra le persone hanno sempre avuto un valore importante.

Anche il nostro paese, però, sta affrontando i cambiamenti e le difficoltà che interessano tanti centri delle aree interne. Penso soprattutto allo spopolamento, ai nostri giovani che spesso sono costretti a partire e alla necessità di continuare a mantenere vivi quei legami che hanno sempre rappresentato la forza delle nostre comunità.

Ed è proprio in momenti come questi che abbiamo bisogno di punti di riferimento, di persone e luoghi capaci di ascoltare, di accogliere, di avvicinare le generazioni e di far sentire ciascuno parte di una comunità.

La parrocchia a Gavoi è sempre stata uno di questi luoghi. Naturalmente è prima di tutto il luogo della fede, ma nella storia del nostro paese è stata anche luogo di incontro, di educazione, di solidarietà e di attenzione verso gli altri.

Per questo oggi ad accoglierla non c’è soltanto l’Amministrazione comunale. C’è Gavoi: ci sono le famiglie, i giovani, gli anziani, le associazioni e le tante persone che, ciascuna nel proprio ruolo, contribuiscono ogni giorno alla vita del nostro paese.

Da parte dell’Amministrazione comunale troverà fin da subito piena disponibilità alla collaborazione. Comune e Parrocchia hanno ruoli e responsabilità differenti, ma condividono qualcosa di fondamentale: l’attenzione verso le persone e il bene della comunità. Sono certa che potremo costruire un rapporto fatto di dialogo, rispetto e collaborazione, soprattutto nell’attenzione ai giovani, agli anziani, alle famiglie e alle persone più fragili.

Avrà tempo per conoscere Gavoi e anche noi avremo tempo per conoscere lei. 

Mi auguro che possa sentirsi presto parte di questa comunità e che possa trovare qui non soltanto i suoi nuovi parrocchiani, ma persone con cui condividere un tratto importante del suo cammino.

A nome di tutti e tutte noi, benvenuto, Don Antonello.