Gesù è vivo!
Commento al Vangelo di domenica 5 aprile 2026 - Pasqua di Resurrezione - Anno A
di Alessandro Mesina
Ary Scheffer, L’angelo annuncia alle donne la risurrezione del Signore (1858), Dordrechts Museum
3' di lettura
5 Aprile 2026

«Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro». Con un sepolcro aperto inizia il racconto di ciò che avvenne in quel mattino di Pasqua, che ha cambiato per sempre la nostra storia.

C’è una canzone di Ghali che dice più o meno così: «Dio risponde al coraggio rimuovendo gli ostacoli». La risurrezione di Cristo è la risposta di Dio al coraggio dell’uomo che va avanti nonostante tutto, credendo che in Dio anche l’impossibile diventa possibile. Di fronte a questo coraggio, il Padre ha rimosso l’ostacolo più grande per l’uomo: la morte.

Questo è il mistero centrale della nostra fede: nulla può veramente ferirci o ucciderci. Anche se noi, come Gesù, termineremo la nostra vita terrena, vivremo una vita nuova ed eterna, non più segnata dalla morte ma gravida di vita. Nel frattempo, ci viene chiesto il coraggio di Maria Maddalena, che si reca al sepolcro nonostante il buio della notte e del suo cuore, per cercare il conforto del Maestro. Ci viene chiesto il coraggio di Pietro e del discepolo amato, per correre al sepolcro con la consapevolezza che non troveremo il Signore, ma che proprio per questo abbiamo bisogno di cercarlo ancora, dovunque si faccia trovare. Abbiamo bisogno del coraggio di tanti uomini e donne che per duemila anni hanno creduto e credono alla verità della Pasqua. Se avremo il coraggio di cercare il Signore, lui stesso rimuoverà gli ostacoli sul nostro cammino verso di lui.

Celebrare la Pasqua, per noi, oggi, significa riprendere coraggio, con la consapevolezza che non siamo soli, ma, come disse Papa Francesco, «Gesù vive e ti vuole vivo!» (Christus vivit, 1).

È vivo nella Chiesa, nell’Eucarestia, nei fratelli. È vivo quando ci dona il suo Spirito, per guidarci nelle sue vie. È vivo quando appare, con il suo corpo, a Maria Maddalena (Gv 20,16), agli apostoli impauriti (Gv 20,19), all’incredulo Tommaso (Gv 20,28), ai discepoli che si recavano delusi verso Emmaus (Lc 24,13), e a più di cinquecento fratelli in una sola volta (1Cor 15,6).

È vivo quando nella nostra vita non vediamo più la strada da percorrere, perché siamo stanchi per il lungo viaggio nel deserto delle nostre città. È vivo quando cadiamo nel peccato, e pensiamo che non ci sia altra alternativa se non la morte e l’egoismo. È vivo quando ci mette davanti alla nostra verità, e alla dolorosa ma liberante esperienza di accettarla, perché siamo profondamente amati così come siamo, e «amati sino alla fine».

È vivo, perché in Lui anche noi possiamo essere vivi.

Che il Signore ci risvegli dal nostro sonno mortale e ci renda vivi, particolarmente in questo giorno di Pasqua, perché possiamo affermare ciò che disse san Paolo: «Ultimo fra tutti, apparve anche a me» (1Cor 15,8).

Buona Pasqua a tutti!


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