Il valore del deserto
Commento al Vangelo di domenica 22 febbraio 2026 - I Domenica di Quaresima - Anno A
di Alessandro Mesina
Eric Armusik, La tentazione di Cristo (2011), collezione privata
3' di lettura
21 Febbraio 2026

Ringraziamo Antonio Nicola Rubanu e Giovanni Sanna che hanno curato il commento all’inizio del nuovo Anno liturgico augurando loro ogni bene per il prosieguo del percorso formativo e spirituale. Da questa settimana il testimone passa ad Alessandro Mesina, diacono prossimo all’ordinazione sacerdotale.

Per comprendere il Vangelo di questa domenica abbiamo bisogno di fare un passo indietro: Gesù ha appena ricevuto il battesimo da Giovanni Battista nel Giordano, e Dio Padre lo ha appena indicato come suo Figlio amato, facendo scendere su di lui, davanti a tutti, lo Spirito Santo. Ora, dopo questa manifestazione, quello stesso Spirito lo trascina nel deserto, per essere tentato dal diavolo.

Può sembrare assurdo che l’uomo, bisognoso di uscire da sé stesso per vivere un’umanità autentica, abbia altrettanto bisogno di sottrarsi agli occhi del mondo, per rientrare in sé stesso attraverso il deserto.

In realtà, la mancanza di questa esperienza fondamentale ha un caro prezzo. Senza il deserto l’uomo rischia di perdere di vista chi è davvero, in favore di un’identità costruita attraverso ciò che dall’esterno gli si attribuisce: cose, risorse, attività, ruoli, regole, denaro, piaceri, mode e aspettative. In questo modo, si accumulano sulle sue spalle delle zavorre pesantissime, dalle quali non solo è incapace di liberarsi, ma neppure lo desidera, pensando che da esse dipendano la sua vita e la sua felicità.

Per evitare questa alienazione, siamo chiamati a liberarci dai pesi che, inutilmente, ci carichiamo sulle spalle: per scoprire chi siamo davvero, e trovare la felicità in questa scoperta, abbiamo bisogno di togliere dalla nostra vita ciò che non porta valore, che toglie tempo ed energia a noi e ai nostri affetti più cari, per concentrarci su ciò che conta davvero.
A questo servono le armi che la Chiesa ci offre per i nostri quaranta giorni nel deserto quaresimale: il digiuno, la preghiera, la carità. Queste armi sono state forgiate da Gesù stesso nell’esperienza del deserto, e le tentazioni del diavolo non sono altro che tentativi di disarmare Gesù.

Il deserto assume così un duplice valore: da una parte, è il luogo della privazione, dove liberarci delle zavorre dell’egoismo e delle aspettative disumane; dall’altra, è il campo della battaglia decisiva tra il bene e il male.

Nel nostro deserto, Gesù rivive la sua lotta con il diavolo. Ogni volta che le certezze della nostra vita sono messe in discussione e siamo trascinati nel deserto, che lo vogliamo o meno, siamo chiamati a chiederci: Chi sono io senza le mie zavorre? Da quali pesi il Signore mi sta liberando, o desidera liberarmi?

Scopriremo che Gesù non solo ci mostra come vincere le tentazioni, ma lui stesso le vincerà per noi nella nostra vita. Così anche noi, come Lui, saremo riconosciuti come figli amati di Dio, e liberati dalle nostre piccole e grandi zavorre, saremo come gli angeli che lo servivano dopo la sua vittoria: dei messaggeri di pace e di speranza, liberi e leggeri, di cui il mondo, e i nostri ambienti di vita, hanno bisogno.

Buona Quaresima a tutti!

Condividi
Titolo del podcast in esecuzione
-:--
-:--