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Francesco Mariani

Il tempo della scelta è arrivato, la scure è già posta alla radice degli alberi e il fuoco è già acceso.Non è una minaccia o un modo per fare un po’ di terrorismo psicologico, ma è una realtà concreta.Giovanni Battista è un personaggio apparentemente molto strano, uno di quelli che avremmocriticato come un burbero, un bigotto, uno che non è al passo con i tempi… come spesso si fadavanti a chi dice la verità; insomma, un personaggio forse non troppo simpatico. Giovanni è coluiche prepara la strada al regno e che con urgenza predica la conversione, si mostra molto duro coni farisei e con i sadducei e parla di “ira imminente”.
Come mai quest’uomo così particolare che prepara la strada a Gesù, non ci riserva parole di amoreo di rassicurazione? La scure, il fuoco inestinguibile e l’ira imminente non sono certo le immaginiche ci vengono in mente pensando al Natale, ma anche tutto questo è Vangelo, quindi annuncio digioia. L’amore vero sta nella verità, chi vive in essa vive l’amore e ben venga tutto ciò che ci offre labella lezione a farisei e sadducei.
Si potrebbe supporre come qualche persona si meriterebbe un trattamento del genere, ma forsenon vuole essere questo l’intento del brano. Siamo troppo abituati a vedere nei farisei i cattivonidella storia, ma non è così: essi sono uomini come tutti e il motivo per cui vengono criticati cosìaspramente e perché danno più importanza alle proprie idee rispetto a quelle di Dio, perchéconvinti che la salvezza sia dovuta alla loro bravura e alle proprie forze. Quest’ira di cui Giovanniparla riferendosi a loro, altro non è che la conseguenza di chi permane in questa logica, nelpeccato. L’ira non è tanto un’azione di un Dio arrabbiato ma l’effetto mortale di chi per unapropria scelta rifiuta la conversione. Non tanto di convertirsi dall’ateismo o da altre religioni, masi tratta della vita di ognuno di noi, cristiani, e in particolare di chi crede di non aver più bisognodi cambiare. La domanda giusta da porsi in questa giornata è questa: dove ho bisogno diconversione, in quale parte della mia vita, in quale mio modo di fare o di ragionare?
Giovanni è chiaro: «Fate un frutto degno della vostra conversione», perché la scure è pronta perl’albero che non porta frutto. Chi di noi desidera non portare frutto? La conversione non è solo unatto di contrizione e di auto commiserazione, è una vera e propria rinascita, un anelito di vitacapace di invadere la nostra persona, che brucia la paglia e tutto ciò che è inutile; è ciò che dàsenso alla nostra storia e alle nostre giornate, è la possibilità di vivere pienamente il presente.Convertirsi a volte fa male, duole anche liberarsi di ciò che ci opprime e di cui purtroppo ci siamoabituati e affezionati. L’invito di Giovanni per questo non è una minaccia, ma un avvertimento auna vita vera, piena, vissuta con Cristo. È Lui che battezza in Spirito Santo e fuoco e che ci dona lasalvezza; è Lui la nostra speranza e colui che ci converte. Non dobbiamo cercare altro o inventarciqualche tattica di vita, ma semplicemente ascoltare la sua Parola e seguirlo. Allora porteremofrutto e vivremo ogni giorno come una novità.