Dati societari
L’Ortobene
Piazza Vittorio Emanuele 8
08100 Nuoro
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Autorizzazione del Tribunale
di Nuoro n. 35/2017 V.G.
CRON. 107/2017 del 27/01/2017
C.F. 93003930919
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Direttore Responsabile:
Francesco Mariani
Voi siete il sale… voi siete la luce. Gesù definisce così i suoi discepoli, la loro essenza è questa. Se si incontra Cristo e si decide di seguirlo diventi inevitabilmente sale che da sapore e luce che illumina. L’uomo che si mette alla sequela è completamente diverso. Un cristiano non è come un altro. Altro che tutto è uguale e tutto va bene. Non c’è niente che dia sapore come il sale e non c’è nient’altro che possa essere luce. Si possono cercare mille e una soluzione per creare qualcosa che si assomigli, ma nessuno dei due può essere sostituito con altre invenzioni. Il Sale chimicamente è NaCl, come composto chimico non può perdere la sua salinità e quindi il suo sapore. Il sale può perdere sapore non in se stesso, smettendo di essere sale, ma quando ci sono in gioco delle impurità. Quando il sale è ricco di impurità, allora basta un po’ di umidità e perderà sapore. La nostra composizione chimica è FdD (Figlio di Dio), questa composizione è data dall’incontro con Cristo e quindi poi dai sacramenti. Il Composto FdD, ci dice Gesù, è NaCl, è sale e dà sapore. Ma quando smette di dare sapore? Quando viene a contatto con le impurità. Il Figlio di Dio (noi) non smette di esserlo, ma è così pieno di impurità da non dare più sapore. La luce non smette di essere luce sotto al moggio, ma non illumina nessuno. Quello che noi siamo non viene cancellato, ma c’è il rischio che le impurità o una bella copertura ci impediscano di vivere per ciò che è la nostra vera identità.
Non nascondiamoci, la Chiesa risente di tanto sale senza sapore. Attenzione, non è che questo sale ha sapore di altro, ma è insapore. Quanta illusione davanti a noi! Siamo veramente convinti che aggiungendo quella o questa impurità forse potremmo avere un altro sapore e invece non ci rendiamo conto che non ne abbiamo proprio. Quale grande rischio, e chi si può sentire esentato da questo? Nel momento in cui un figlio di Dio diventa altro da sé, diventa uno come gli altri, che sapore può dare? C’è la risposta: nessuno! Una luce nascosta chi potrà mai illuminare? C’è la risposta: nessuno!
«Perché vedano le vostre opere buone»: guai a noi se dovessimo leggere queste parole sotto uno sguardo moralistico o buonista. Non è una questione sul piano comportamentale, ma è esistenziale. L’albero buono, dice Gesù, si riconosce dai frutti, così come puoi riconoscere una luce per il fatto che illumina. Potrò compiere opere da figlio di Dio se lo sono realmente. E sia io che gli altri vedremo ciò che sono diventato in base a quanto che compio ogni giorno. Ciò che compio nelle azioni è il riflesso di ciò che sto vivendo e di ciò che sono. Quello che faccio dice qualcosa di me. Nel momento in cui sono luce, perché non nascosta, inevitabilmente illumino. Non è perfezione ascetica, ma consapevolezza di sé. È più utile come esame di coscienza personale che ci permetta di cogliere a che punto siamo e quanto mi sto riscoprendo per quello che sono. Sto dando sapore? Tradotto: Sto rispondendo alla chiamata a essere figlio di Dio? Sto illuminando attorno a me? Gesù ci augura di essere luce! Perché? «Perché tutti rendano gloria al Padre vostro». E se renderanno gloria al nostro Padre è perché hanno visto che la nostra composizione è FdD, Figlio di Dio. Prendiamoci un momento della giornata per guardarci, per prendere consapevolezza di noi, non per castigarci davanti ai nostri errori e alle nostre impurità, ma con il desiderio di essere noi stessi: FdD.