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L’Ortobene
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Direttore Responsabile:
Francesco Mariani

In tutta la storia dell’umanità ogni religione ha visto nella luce, non solo una questione di fisica, ma anche di teologia. Per una gran parte di credenze, la luce è sempre stata considerata all’origine di tutto, come se si trovasse in questa la perfetta manifestazione di Dio o del suo agire. Non di rado infatti il Sole era considerata una divinità e se non era la più importante, era almeno tra quelle più significative. La luce ha sempre avuto al di là della sua utilità, una sorta di fascino misterioso. Nella luce anche noi uomini del terzo millennio scorgiamo l’immagine più adatta ad indicare quella sensazione di trascendenza, di pace e di elevatezza. La scienza stessa si impiega molto per capire e conoscere questo fenomeno, ma il Vangelo non vuole essere da meno.
Ogni domenica mentre professiamo il Credo, diciamo queste esatte parole: «Dio da Dio, luce da luce», ed è proprio di questa luce che il Vangelo di domenica ci parla. «In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini» e ancora «veniva nel mondo la luce vera». Il Verbo è la luce e la luce e la vita degli uomini e il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Dove troveremo la vita noi uomini, se non nella luce allora? La luce compie sempre il suo obbiettivo: illuminare, ma è così rispettosa da non forzare chi gli si impone, ma non smette di illuminare anche la parete in cui ci si può nascondere. La vita è luce, è Cristo è la vita. Non può il Signore smettere di essere ciò che è, non può smettere di dissipare le tenebre, non può smettere di illuminare la nostra vita, di darle un senso, di renderla piena, colorata. La luce illumina ogni maschera, si propaga in ogni fessura, è inarrestabile. Senza luce, chi potremmo riconoscere, come vedere i colori, come vedere i pericoli, come vedere le diversità delle cose, come potremmo guardarci negli occhi. Come possiamo pensare allora di vedere bene senza Cristo? Come possiamo pensare di poter capire bene ogni cosa senza Cristo? Come possiamo pensare di star vivendo veramente senza Cristo? Non c’è scampo alla luce, senza luce c’è tenebra. Senza luce non si può essere figli, perché a coloro che lo accolgono è stato dato questo potere: avere Dio come Padre. Colui che ci chiama a essere suoi figli, per il suo zelo (gelosia) ci ha mandato la luce, perché non può sopportare di vedere coloro che ama nelle tenebre. Non può permettere che esista uomo che viva senza verità o che viva senza vivere. Ecco la luce vera, ecco quello che l’umanità ha sempre aspettato, ecco il sogno di Dio. Come può chi vive nella luce, accettare di vedere coloro che stanno nelle tenebre? La luce si riflette, non si può fermare.
Diventiamo strumenti della luce, diventiamo strumenti di vita nelle mani di Cristo, diventiamo «luce da luce». È solo qui che troveremo la pace! Possiamo continuare a combattere inseguendo ideali anche giusti, con striscioni e bandiere, ma finchè non è la luce a essere la protagonista, finchè non sarà Cristo la nostra bandiera, quale pace vogliamo trovare?! Il Vangelo non lascia spazio a troppe interpretazioni, è una la luce vera, è una la vita vera, è una la pace vera! È uno: Gesù Cristo.
Ogni anno festeggiamo il Natale e ogni anno ci scordiamo del perché Dio si è fatto carne. Non possiamo essere ancora spettatori impassibili sotto la luce artificiale di una lampadina che ricorda vagamente Dio, ma mettiamoci alla luce del sole per essere pienamente e riflettere pienamente la sua luce.
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