Non ci ha lasciati soli
Commento al Vangelo di domenica 22 giugno 2025 - Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo - Anno C
di Federico Bandinu
Tadeusz Kuntze, Miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci (1777), Castello Reale di Varsavia
4' di lettura
21 Giugno 2025

Nel brano evangelico domenicale il popolo si trova in balia di una doppia fame: da una parte una fame spirituale, per cui ha bisogno di ascoltare le parole del Maestro e di essere guarito, dall’altra quella fisica. I discepoli, attenti osservatori, cercano di suggerire a Gesù alcune soluzioni fattibili per rimediare a quell’esigenza. Essi, avendo attestato l’impossibilità di recepire nutrimento in quella zona deserta, propongono che ognuno si procuri da sé il proprio sostentamento. Ma Gesù sorprende: «Voi stessi date loro da mangiare». Scrupolosi calcolatori attestano immediatamente che non possiedono nulla che possa soddisfare la fame di quella grande folla. Tuttavia quel nulla – che effettivamente è poca cosa – diventa strumento «necessario» (Benedetto XVI) perché Gesù possa saziare la fame di tutti. Attraverso la fede di Cristo e il suo sguardo rivolto al Padre avviene il dono: che tutti siano saziati e che ne avanzi. 

Gesù, in quest’anno in cui la Chiesa ci propone di essere pellegrini di speranza, ci chiede di non fermarci solo ad osservare che siamo in contesti desertici e ad attestare che non abbiamo i mezzi per far fronte a tante sfide che quotidianamente ci si presentano, ma di scoprire nella fede di Gesù un porto sicuro dove sostare tra le tempeste della vita. Egli alza gli occhi al cielo e nella benedizione rende presente la provvidenza paterna di Dio. Tutto questo è dato una volta per tutte? Noi viviamo la sfortuna di esserne lontani? Abbiamo, spesso, una sorta di complesso di inferiorità: “fossimo stati al tempo di Gesù”. Invece crediamo che Cristo è Signore del tempo e tutto il tempo è Suo; a noi è dato viverne una porzione che, come le altre, è sotto la Sua cura. Non ci ha lasciati soli ma cammina con noi attraverso il Suo Corpo e il Suo Sangue realmente presenti nell’Eucarestia. Nel celebre inno Adoro te Devote – che consiglio di pregare spesso – San Tommaso canta: «Adoro Te devotamente, oh Dio nascosto, sotto queste apparenze Ti celi veramente». Non siamo soli, Lui è presente. Noi come i discepoli dobbiamo andare oltre le, pur necessarie, osservazioni e calcoli per aderire con fede alla realtà sapendola dono provvidenziale del Padre. Nella celebrazione eucaristica anche noi, insieme, presentiamo il poco che siamo, pieni della nostra contraddizione, e il povero frutto del nostro lavoro (pane e vino) perché, attraverso l’opera dello Spirito, «diventino il corpo e sangue del nostro Signore Gesù Cristo» (Preghiere eucaristiche II-III) «nutrimento che dura per la vita eterna» (Gv 6,27). Come ai discepoli chiede il nostro poco e come ai dodici chiede ai ministri di raccogliere quel poco per poi distribuire l’abbondanza dei doni che sovrabbondano dalla misericordia di Dio. «Dio ha spezzato cinque pani e due pesci: con questo ha saziato con abbondanza cinquemila uomini. Si riempirono dodici canestri con i pezzi avanzati del pane, tale è la ricchezza della mensa eterna» (Prudenzio). 

Lasciamoci provocare dai Santi quando affermano: «Nell’eucaristia Santissima, nascosto, è presente totalmente il Dio e uomo Cristo Gesù […] Ci uniamo a Dio e veniamo trasformati in Lui. Quale grandezza che l’uomo venga divinizzato! […] Che possiamo fare senza Dio, figli? […] Senza Vita potremo vivere? Senza Verità non andremo errando? Senza Via non devieremo così da esporci alle feroci rapine del demonio?» (San Carlo Borromeo). «Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli: non dev’essere gettato» (San Tommaso d’Aquino).


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